Casa B22
Obiettivo
Trasformare un appartamento appena acquistato in una casa progettata attorno al modo di vivere dei suoi nuovi proprietari.
Scelta
Riqualificazione integrale sviluppata come progetto unitario di architettura, arredi e cantiere.
Highlights
- Trasformazione integrale
- Arredi su disegno
- Personalizzazione completa
- Produzione italiana
Quando si acquista una casa, vale la pena adattarsi agli spazi esistenti o ripensarli completamente?
L’acquisto di una nuova casa è il momento in cui decidere se adattarsi agli spazi esistenti o trasformarli perché riflettano il proprio modo di abitare. Alcuni progetti richiedono il coraggio di rimettere in discussione ogni equilibrio consolidato per costruirne uno nuovo, più coerente con la vita di chi li abiterà.
In questo appartamento parigino dei primi del Novecento la trasformazione è nata molto prima del cantiere. Insieme ai proprietari abbiamo definito obiettivi, possibilità d’intervento e quadro economico, creando le condizioni per ripensare integralmente la distribuzione della casa. Ogni ambiente è stato ridisegnato attorno alle esigenze della famiglia, anziché adattare la famiglia a uno schema concepito per un’altra epoca.
La nuova organizzazione degli spazi è il risultato del progetto architettonico, mentre l’identità della casa si è costruita attraverso il dialogo tra committenza, architettura e decorazione d’interni. La collaborazione con Florence Macieira Coehlo, presente fin dalle prime fasi del lavoro, ha contribuito a trasformare materiali, colori e atmosfere in un linguaggio unitario, capace di esprimere il carattere di chi la abita.
Ogni trasformazione radicale nasce quando progetto, committenza e competenze complementari trovano una direzione comune.
Prima, Progetto e Cantiere
La sfida di questo intervento non era soltanto ripensare gli spazi, ma adattare una nuova idea di abitare a un edificio esistente. I numerosi vincoli costruttivi hanno condizionato ogni scelta, imponendo un costante equilibrio tra le esigenze della committenza e le possibilità offerte dalla struttura. Per questo il progetto è stato sviluppato e verificato fino al dettaglio esecutivo prima dell’inizio dei lavori.
Il cantiere ha richiesto la demolizione di una parte significativa degli interni e la ridefinizione dell’assetto dell’appartamento, consentendo di integrare i nuovi impianti e dare forma a una distribuzione inedita. L’intera realizzazione è stata coordinata con una supervisione costante e un’organizzazione studiata per limitare i disagi agli altri abitanti del condominio, permettendo alla committenza di affrontare ogni fase dei lavori con serenità.
In questo progetto gli arredi su misura non rappresentano un completamento dell’architettura, ma una delle chiavi della sua riuscita. Nascono da un attento lavoro preliminare di ascolto della committenza e da una riflessione sulla psicologia dell’abitare, traducendo il modo di vivere della famiglia in un progetto coerente. Rispondono così a due obiettivi: migliorare concretamente la qualità dell’abitare, integrando funzionalità, contenimento e qualità dello spazio, e costruire un’identità estetica irripetibile, ottenibile solo attraverso una progettazione dedicata e una realizzazione artigianale di alto livello.
In questa fase, il contributo dell’Arch. Paolo Romanato alla progettazione esecutiva e al controllo della fabbricazione in Italia è stato determinante per trasformare ogni soluzione in un elemento realizzabile, mantenendo inalterata l’intenzione originaria. Ogni elemento è stato verificato, smontato, trasportato a Parigi e rimontato in opera, assicurando la piena corrispondenza tra il disegno e la sua realizzazione.
Lo stesso livello di attenzione ha guidato la scelta dei materiali e delle finiture. Quando il mercato non offriva risposte adeguate, alcuni elementi sono stati sviluppati su misura, come il parquet, disegnato appositamente perché nessun prodotto industriale offriva il formato e la finitura richiesti.
Questo progetto dimostra che le trasformazioni più riuscite nascono dall’equilibrio tra coraggio progettuale, rigore esecutivo e capacità di ascolto. Una programmazione accurata permette di affrontare con sicurezza anche le scelte più radicali, mentre il dialogo con la committenza può aprire nuove possibilità espressive, dando vita a un’architettura autentica, condivisa e capace di arricchire la stessa ricerca del progettista.

