Casa ER Basfroi a Parigi, interno con pavimento in marmo a macchia aperta, cucina su misura in ebano e volumi laccati progettati da Vincenzo Carrisi architetto.
Casa ER Basfroi a Parigi, interno con pavimento in marmo a macchia aperta, cucina su misura in ebano e volumi laccati progettati da Vincenzo Carrisi architetto.

Obiettivo

Trasformare un appartamento compromesso in una casa elegante, funzionale e di alta qualità costruttiva.

Scelta

Ridefinizione completa dell’architettura interna attraverso una nuova struttura degli spazi, rivestimenti e arredi su misura.

INCARICOProgetto architettonico · Progetto arredi su misura · Interior design · Direzione lavori
LUOGOPARIGI
FOTOGRAFIEFabien Breuil - Fotografie dell'opera realizzata
COLLABORAZIONIPaolo Romanato: Collaborazione allo sviluppo degli arredi su misura, Sviluppo tecnico ed esecutivo degli arredi su misura

Highlights

  • Recupero situazione compromessa
  • Nuova distribuzione
  • Marmo a macchia aperta
  • Arredi su misura

È possibile trasformare un appartamento che non esprime più il suo potenziale in una casa capace di ritrovare qualità ed eleganza?

Talvolta il gesto più coraggioso è anche il più conveniente. Quando un intervento precedente ha compromesso la qualità dell’architettura, continuare ad adattarsi agli errori significa investire tempo e risorse nel tentativo di correggerne le conseguenze anziché le cause. Un progetto costruito su presupposti errati difficilmente potrà raggiungere una qualità tecnica, funzionale ed estetica duratura. In questi casi, ripartire da una tela bianca non rappresenta un passo indietro, ma l’unico modo per restituire al progetto una direzione chiara.

A Parigi, questo appartamento è arrivato allo studio dopo l’interruzione di un precedente intervento. La distribuzione degli spazi aveva perso coerenza e la qualità dell’abitare ne risultava profondamente compromessa. La scelta è stata quindi quella di ripensare il progetto fin dalle sue basi, anziché cercare di adattarsi ai limiti esistenti.

Questa decisione ha permesso di affrontare una domanda più importante. I clienti non chiedevano uno stile o un’immagine da riprodurre. Cercavano un’atmosfera, una sensazione da ritrovare ogni volta rientrando a casa.

Prima di progettare gli spazi è stato quindi necessario comprenderne il modo di abitare, le aspettative e le emozioni. Da questo lavoro di ascolto è nata una ricerca progettuale che ha trasformato un’immagine interiore in un’esperienza concreta. La nuova distribuzione, i materiali e gli arredi su misura sono stati sviluppati come strumenti di un unico racconto, capace di dare forma a quella sensazione iniziale.

Questo progetto dimostra che l’architettura non nasce sempre da una forma. Talvolta nasce da un’emozione. Quando il progetto riesce a interpretarla con rigore, lo spazio acquista un’identità che nessuno stile, da solo, potrebbe generare.

Prima, Progetto e Cantiere

Ogni intervento di recupero richiede anzitutto di distinguere ciò che può essere valorizzato da ciò che, invece, impedisce all’architettura di esprimersi. In questo appartamento, un precedente cantiere interrotto aveva lasciato irrisolti problemi distributivi, costruttivi e di salubrità. Prima ancora di immaginare i nuovi spazi è stato quindi necessario ricostruire le condizioni tecniche indispensabili per restituire solidità e affidabilità all’intervento.

Ristabilite queste basi, la ridefinizione dell’impianto distributivo ha richiesto una scelta strutturale audace. L’apertura di due muri portanti al primo piano di un edificio di nove livelli rappresentava un’operazione di particolare complessità. Rinunciare avrebbe significato accettare i limiti imposti dalla configurazione esistente. Il progetto ha invece affrontato questa sfida attraverso uno specifico studio strutturale e le relative verifiche di calcolo, consapevole che solo quella trasformazione avrebbe potuto liberare il reale potenziale dell’appartamento.

La nuova configurazione degli spazi ha reso possibile lo sviluppo di un linguaggio architettonico unitario, nel quale materiali, dettagli e arredi dialogano come parti di un unico insieme. La continuità del marmo a macchia aperta, gli elementi in ebano disegnati su misura e la ricerca di finiture fuori standard sono il risultato di un approfondito lavoro di progettazione esecutiva. In questa fase, la collaborazione con l’Arch. Paolo Romanato è stata determinante, sia nello sviluppo esecutivo degli arredi sia nella definizione di soluzioni costruttive capaci di tradurre idee progettuali complesse in elementi concretamente realizzabili, senza comprometterne la qualità architettonica.

Questo intervento dimostra che recuperare un edificio non significa adattarsi ai limiti dell’esistente, ma riconoscere quali trasformazioni siano necessarie per restituirgli una nuova possibilità di esprimersi. Quando ogni scelta tecnica nasce da un obiettivo architettonico preciso, il rigore costruttivo diventa parte integrante della qualità dello spazio.

Logo Vincenzo Carrisi architetto
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