Triotrullo, nuova costruzione progettata da Vincenzo Carrisi in Valle d’Itria che reinterpreta l’architettura dei trulli in chiave contemporanea.
Triotrullo, nuova costruzione progettata da Vincenzo Carrisi in Valle d’Itria che reinterpreta l’architettura dei trulli in chiave contemporanea.

Triotrullo

Obiettivo

Costruire un nuovo trullo senza trasformarlo in un falso storico.

Scelta

Reinterpretare i principi del trullo attraverso un’architettura contemporanea, senza limitarne l’evoluzione alla ripetizione delle sue forme.

INCARICOProgetto architettonico, Pratiche autorizzative, Progetto esecutivo
LUOGOValle d’Itria
FOTOGRAFIEGiovanni Nardelli - Fotografie dell'opera realizzata
COLLABORAZIONIPierangelo Caramia - Collaborazione al progetto architettonico

Highlights

  • Nuovo Trullo
  • Pietra a secco
  • Comfort contemporaneo
  • Bioarchitettura mediterranea
  • Efficienza energetica

Salvaguardare l’identità del trullo significa imitarne il passato o proseguirne l’evoluzione?

Il progetto parte dall’idea che il trullo non sia soltanto una forma costruttiva, ma l’espressione di un linguaggio architettonico con cui, per secoli, la Valle d’Itria ha costruito il proprio paesaggio. Come un dialetto, anche un linguaggio continua a vivere solo se ogni generazione continua a parlarlo. Non ripetendo sempre le stesse parole, ma conservandone la grammatica mentre il lessico si trasforma.

Per verificare questo principio è stata scelta la più canonica aggregazione di trulli della Valle d’Itria: tre trulli allineati con ingresso centrale. Una configurazione volutamente impersonale, sviluppata insieme all’azienda artigiana Fragnelli attraverso il confronto tra due conoscenze complementari: da una parte la cultura costruttiva e tipologica del trullo, tramandata da generazioni; dall’altra la conoscenza delle esigenze dell’abitare contemporaneo, maturata attraverso anni di progettazione. L’obiettivo non era inventare una nuova forma, ma verificare fino a che punto questo linguaggio fosse ancora capace di esprimere il presente.

La verifica di questa ipotesi è affidata alla casa stessa e a chi la abita. I proprietari desideravano vivere in un trullo, riconoscendosi nel rapporto che questa architettura instaura con il paesaggio della Valle d’Itria. L’intenzione non era adattare il proprio modo di vivere a un edificio storico, bensì ritrovare nel trullo un linguaggio capace di accogliere naturalmente le esigenze dell’abitare contemporaneo. La loro esperienza costituisce la verifica concreta dell’ipotesi da cui il progetto ha avuto origine.

Triotrullo dimostra che ciò che attraversa il tempo non sono le forme, ma i principi che le hanno generate.

Un dialetto architettonico continua a vivere finché ogni epoca sa ancora parlarlo.

Prima, Progetto e Cantiere

Triotrullo si presenta attraverso i suoi tre trulli.

Emergono come un’unica figura architettonica, mentre il resto della casa si sviluppa discretamente sul retro, seguendo la naturale conformazione del terreno con cui si confonde.

Superato l’ingresso, la percezione entra in un’altra dimensione…piu intima.

I tre trulli accolgono il principale spazio della casa, dedicato alla vita quotidiana e all’accoglienza. Da qui lo spazio si estende senza interruzioni verso le due ali posteriori i cui volumi definiscono una corte posteriore.

Ogni apertura è studiata per costruire una sequenza di viste che mette in relazione permanente gli ambienti, la corte, le verande, la piscina e il paesaggio della Valle d’Itria, lasciando che luce e prospettive accompagnino l’esperienza dell’abitare durante tutto l’arco della giornata attraverso una successione dinamica di percezione e atmosfere.

L’equilibrio della casa nasce da una sequenza di decisioni progettuali.

La distribuzione degli spazi, l’organizzazione dei percorsi, il rapporto tra il nucleo principale dei trulli ed i volumi destinati alla vita intima, il disegno delle aperture e la definizione dei dettagli costruttivi sono stati sviluppati come parti di un unico sistema, capace di mantenere insieme chiarezza distributiva, continuità spaziale e un rapporto costante con il paesaggio.

Il cantiere è stato il luogo in cui ogni decisione è stata verificata prima di essere realizzata.

Disegni esecutivi, rilievi e confronti continui con l’Azienda Artigiana Fragnelli hanno accompagnato tutte le fasi della costruzione, affrontando le complessità dell’incontro tra la cultura costruttiva dei maestri trullari e le esigenze tecnologiche di un’abitazione voluta all’avanguardia sul piano tencologico.

Ogni dettaglio è stato controllato direttamente in opera, trasformando il cantiere nella naturale prosecuzione del progetto.

Logo Vincenzo Carrisi architetto
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