Dettaglio lapideo contemporaneo progettato dall’architetto Vincenzo Carrisi per Giardino Lapideo a Cisternino, esempio di reinterpretazione dell’architettura mediterranea in pietra.
Dettaglio lapideo contemporaneo progettato dall’architetto Vincenzo Carrisi per Giardino Lapideo a Cisternino, esempio di reinterpretazione dell’architettura mediterranea in pietra.

Giardino Lapideo

Obiettivo

Valorizzare uno dei principali accessi al centro storico attraverso un intervento contemporaneo capace di rispettarne identità e memoria.

Scelta

Reinterpretare la memoria del luogo attraverso un intervento essenziale e un linguaggio contemporaneo.

INCARICOProgetto architettonico, landscape design, Direzione lavori, Coordinamento del cantiere
LUOGOCisternino, Valle d’Itria
FOTOGRAFIEAnna Agrusti - Fotografie dell'opera realizzata
COLLABORAZIONIPierangelo Caramia - Collaborazione al progetto architettonico

Highlights

  • Ingresso reinterpretato
  • Memoria costruttiva
  • Dettaglio lapideo contemporaneo
  • Dialogo con il centro storico

È possibile costruire qualcosa di nuovo senza rompere l’equilibrio di un centro storico?

La risposta nasce dall’incontro tra una richiesta privata e una responsabilità pubblica.

Affacciato su uno dei principali accessi al centro storico di Cisternino, in Puglia,  questo spazio offriva infatti un’opportunità più ampia: riqualificare un’area esterna privata contribuendo, allo stesso tempo, alla qualità di uno dei luoghi di ingresso al borgo.

Il progetto non ricerca né il mimetismo né il contrasto. Nasce dall’osservazione dell’architettura locale e dalla volontà di reinterpretarne i principi attraverso un linguaggio contemporaneo essenziale.

Da questa lettura nasce la scelta di intervenire con pochi elementi, ciascuno progettato per instaurare un dialogo discreto con il luogo. Capitelli, elementi metallici e dettagli lapidei definiscono il nuovo fronte verso lo spazio pubblico, mentre la riqualificazione dell’area esterna restituisce unità all’intero intervento.

L’intenzione non era soltanto ridisegnare un ingresso o sistemare uno spazio aperto. Era introdurre nel paesaggio quotidiano elementi capaci di rallentare lo sguardo, suscitare domande e invitare il passante a osservare il luogo con una consapevolezza diversa.

Non tutti i progetti sono chiamati a trasformare un luogo.

Alcuni hanno il compito più difficile: aiutarlo a rimanere sé stesso.

Prima, Progetto e Cantiere

La particolare posizione dell’intervento ha richiesto di affrontare il progetto su due livelli: rispondere alle esigenze della proprietà e, allo stesso tempo, cogliere l’opportunità di contribuire, attraverso un intervento di piccole dimensioni, all’identità di uno dei principali accessi al centro storico di Cisternino.

La ricerca progettuale è iniziata osservando alcuni dettagli significativi dell’architettura tradizionale, alla ricerca di quegli elementi capaci di mettere in relazione il nuovo intervento con il contesto storico senza ricorrere né all’imitazione né al contrasto.

I capitelli nascono dalla necessità di nobilitare le colonne laterali che sostengono il cancello e sottolineare l’ingresso, trasformando un elemento costruttivo in un segno che va oltre la sua funzione.

Il parapetto metallico reinterpreta, attraverso un disegno essenziale, l’immagine delle lenzuola bianche stese tra le case del borgo, mentre il bianco degli elementi costruiti richiama il colore dominante dell’architettura locale.

La composizione si completa con due carrubi che, crescendo, diventeranno il fondale vegetale dell’intervento, mettendo progressivamente in risalto gli elementi lapidei e metallici e rafforzando il carattere dell’ingresso nel tempo.

Gli schizzi raccontano una parte del processo progettuale: dall’osservazione dell’architettura tradizionale alla sua reinterpretazione in un linguaggio contemporaneo capace di dialogare con il centro storico.

Logo Vincenzo Carrisi architetto
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